
Molte persone come ogni anno in questo periodo partono per le vacanze, ma i politici "lavorano" anche d'estate, e quelli che si fanno più sentire sono, come sempre, quelli della Lega.
Riassumendo tutto ciò che ho sentito durante le mie vacanze le loro proposte che evidenzio sono:
1) le gabbie salariali;
2) l'insegnamento dei dialetti a scuola;
3) questa non è una proposta ma un'affermazione di Bossi: l'inno di Mameli non lo conosce nessuno.
Andiamo per ordine partendo dalla prima: con le gabbie salariali si vuole dividere lo stipendio degli italiani a seconda della zona lavorativa, quindi essenzialmente al sud si percepirebbe uno stipendio più basso che al nord, perchè il costo della vita al sud è inferiore che al nord. Ma questa soluzione sarebbe più dannosa del problema, infatti si darebbe uno stipendio più basso proprio a quella parte (il mezzogiorno) che invece avrebbe bisogno di più risorse e aiuti per poter migliorare il livello della vita. Altra cosa, è quella di domandarsi come mai il costo della vita al nord è più alto: un esempio banale è quello del pane: come mai al nord costa di più? Sarà forse perchè qui al nord usiamo farina con gemme e diamanti all'interno, mentre al sud usano la segatura, o perchè forse al nord qualcuno cerca di approfittare di più della propria clientela? Al sud inoltre si panifica più volte al giorno e quindi i costi per i panettieri sono anche più alti mentre qui al nord si panifica la mattina e basta. La lega se vuole salvaguardare il proprio territorio dovrebbe prima cercare di renderlo un posto con più equità senza discriminare le zone non padane.
2) il dialetto ormai lo conoscono solo i vecchi e piano piano sta scomparendo: perchè dovremmo imparare il dialetto a scuola? Sarebbe sicuramente molto favorevole alla separazione dell'Italia dato che uno del nord non potrebbe parlare con uno del sud solo col dialetto. E si vuole far imparare il dialetto, quando già è difficile insegnare l'italiano o l'inglese, che sicuramente sono molto più importanti. Ma ci pensa la maggioranza a bloccare queste proposte idiote (per fortuna qualche volta si rendono conto delle scemate degli alleati, forse dovute a qualche botta di caldo che si prende d'estate).
3) l'inno di Mameli non lo sa nessuno, questo proprio non è vero: magari sono i leghisti che non lo sanno, dato che per loro l'inno ufficiale è Va pensiero... O magari perchè loro sono di altri tempi, la mia generazione (dell'ottantotto quindi una generazione recente) ha imparato l'inno alle elementari e insieme all'inno tutta la storia che racconta come l'uomo è sempre stato discriminante verso l'uomo stesso e al desiderio di superiorità verso i "diversi".
La voglio dare io una proposta alla Lega, sperando che la accetti: creare una scuola per leghisti, dove si insegna l'unità d'Italia e il rispetto della popolazione italiana (di cui fanno parte i meridionali e gli immigrati regolari o per meglio farsi capire da "qualcuno": i terroni e i balumba).
Di seguito lascio il testo dell'Inno di Mameli, per ripassare o studiarselo!
Fratelli d'Italia,
l'Italia s'è desta,
dell'elmo di Scipio
s'è cinta la testa.
Dov'è la vittoria?
Le porga la chioma,
che schiava di Roma
Iddio la creò.
Stringiamci a coorte,
siam pronti alla morte.
Siam pronti alla morte,
l'Italia chiamò.
Stringiamci a coorte,
siam pronti alla morte.
Siam pronti alla morte,
l'Italia chiamò!
------- (resto del testo che non viene cantato nelle occasioni ufficali)
Noi fummo da secoli
calpesti, derisi,
perché non siam popolo,
perché siam divisi.
Raccolgaci un'unica
bandiera, una speme:
di fonderci insieme
già l'ora suonò.
Stringiamci a coorte,
siam pronti alla morte.
Siam pronti alla morte,
l'Italia chiamò.
Stringiamci a coorte,
siam pronti alla morte.
Siam pronti alla morte,
l'Italia chiamò!
Uniamoci, amiamoci,
l'unione e l'amore
rivelano ai popoli
le vie del Signore.
Giuriamo far libero
il suolo natio:
uniti, per Dio,
chi vincer ci può?
Stringiamci a coorte,
siam pronti alla morte.
Siam pronti alla morte,
l'Italia chiamò.
Stringiamci a coorte,
siam pronti alla morte.
Siam pronti alla morte,
l'Italia chiamò!
Dall'Alpi a Sicilia
Dovunque è Legnano,
Ogn'uom di Ferruccio
Ha il core, ha la mano,
I bimbi d'Italia
Si chiaman Balilla,
Il suon d'ogni squilla
I Vespri suonò.
Stringiamci a coorte,
siam pronti alla morte.
Siam pronti alla morte,
l'Italia chiamò.
Stringiamci a coorte,
siam pronti alla morte.
Siam pronti alla morte,
l'Italia chiamò!
Son giunchi che piegano
Le spade vendute:
Già l'Aquila d'Austria
Le penne ha perdute.
Il sangue d'Italia,
Il sangue Polacco,
Bevé, col cosacco,
Ma il cor le bruciò.
Stringiamci a coorte,
siam pronti alla morte.
Siam pronti alla morte,
l'Italia chiamò.
Stringiamci a coorte,
siam pronti alla morte.
Siam pronti alla morte,
l'Italia chiamò!
Sì!


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