
Tralasciando le opinioni dei politici, qui voglio soltanto analizzare i vari quesiti del referendum che la prossima settimana dovremo andare a votare; dato che nè sui giornali e nè in televisione ne sentiamo parlare, l'unico modo per conoscere un minimo questo referendum che "tutti vogliono ma nessuno vuole", è quello di ricercare le informazioni qua e là sul web.
Ecco prima di tutto i tre quesiti che ci troveremo davanti:
1. Premio di maggioranza alla lista più votata alla Camera dei deputati;
2. Premio di maggioranza alla lista più votata al Senato;
3. Abrogazione delle candidature multiple.
Attualmente, sia alla Camera che al Senato, il premio di maggioranza va alla coalizione che ottiene la maggioranza, queste coalizioni, come è avvenuto nelle elezioni del 2006 e in misura minore nel 2008, possono avere molti partiti al loro interno, e questo comporta un'instabilità all'interno della coalizione stessa, dove può addirittura accadere che il partito più piccolo può essere determinante (come è accaduto nel 2006 con l'Udeur di Mastella che fece cadere il governo Prodi).
Con il primo e il secondo quesito, si vuole cambiare proprio questo: col primo alla Camera e col secondo al Senato si vuole proporre l'abrogazione del collegamento tra liste e della possibilità di attribuire il premio di maggioranza alle coalizioni di liste. Se passassero tali quesiti, il premio di maggioranza verrebbe dato alla singola lista che ottine il maggior numero di voti; inoltre un altro effetto è che non ci sarebbero gli sbarramenti ridotti delle coalizioni, ma ogni partito per essere rappresentato dovrebbe superare il 4% alla Camera e l'8% al Senato.
In sintesi, ci si troverebbe in una situazione prevalentemente bipartitica dove non si assisterà più a continui litigi tra membri di una coalizione, e ai ricatti della sfiducia; inoltre i partiti minori se avranno una buona percentuale, avranno dei seggi in Parlamento, questo comporterà una stabilità maggiore proprio grazie al numero inferiore di partiti e si spera ci sia un dialogo più costruttivo.
Il terzo quesito colpisce invece le candidature in più circoscrizioni. Questo fenomeno ha tolto ai cittadini il diritto di scegliere i nostri rappresentanti, perchè un singolo politico può candidarsi in più circoscrizioni (anche tutte) e in caso di vittoria in più circoscrizioni ne sceglie una mentre nelle altre sceglierà il primo dei non eletti. Così facendo gente che non è stata votata dal popolo si ritrova a rappresentare il popolo stesso che non lo ha mai scelto (è un fenomeno che colpisce 1/3 dei parlamentari). Questo metodo favorisce fenomeni di servilismo, perchè il parlamentare non viene scelto per le sue capacità politiche, ma semplicemente perchè sono stati fedeli alle volontà del politico più importante (un grave danno alla democrazia).
Con il terzo quesito si vuole proprio abolire questo comportamento, quindi non si vedrà più lo stesso candidato eletto in più circoscrizioni ma soltanto in una e quindi chi verrà candidato verrà scelto effettivamente dal popolo e non più dalla volontà di un politico.
Questi sono i tre quesiti, comparando la situazione attuale e con la situazione che ci troveremmo dopo averli votati.
E' importante sottolineare che si può essere favorevoli anche a uno solo dei tre quesiti, infatti dovremmo scegliere si o no per ogni quesito, quindi il nostro voto favorevole a un quesito non vincola in alcun modo il voto favorevole o contrario agli altri quesiti.
Per i partiti questo referendum può mettere i bastoni fra le ruote, ma per noi cittadini è uno strumento molto utile, per dire una volta ogni tanto si o no a qualcosa che ci spetta di diritto, il mio invito è quello di andare a votare, si o no è una scelta personale, ma almeno avremo detto la nostra, e i politici questa volta ci dovranno ascoltare.


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