giovedì 28 maggio 2009

La tv decide i partiti da sponsorizzare


Come si sa, ormai c'è la Par Condicio, e quindi ogni partito dovrebbe avere la stessa visibilità in televisione. Ma è così semplice da non rispettare che infatti non la si rispetta.
Teoricamente con la par condicio, ogni partito politico dovrebbe avere gli stessi minuti di visibilità, rispetto agli altri partiti, indipendentemente da quanto o meno possano essere famosi o preferiti dalla popolazione. Solo in questi giorni possiamo vedere in televisione (rai 3) ogni sera degli eponenti dei vari partiti, che parlano delle loro proposte e il moderatore della serata, gestisce i vari interventi. Qualcosa del genere ce lo possiamo ricordare anche nelle elezioni prima, quando c'era il tempo in sopravisione e i due esponenti dovevano parlare per lo stesso tempo senza possibilità di margini.
Ma questo non viene fatto per tutto il periodo ma solo in queste occasioni, nei telegiornali infatti si sente parlare prima di tutto di Pdl e Pd, Idv e Lega, già con un'intensità minore ai quattro Udc, mentre gli altri partiti qualche piccolo spazio riescono a prenderlo nei telegiornali, ma proprio per qualche dichiarazione lampo che viene pure tagliata, per motivi di tempo.
E questo sicuramente non gioca a favore dei piccoli partiti, che anzi rischiano di scomparire, perchè la gente non sa neanche più se sono presenti o meno alle candidature tali partiti.
Ma i telegiornali giocano un ruolo ancora più grande: con i loro movimenti, possono dare visibilità a partiti che sono ancora più sconosciuti degli altri già poco conosciuti (o meglio più che conosciuti, diciamo visibili). Infatti ho potuto vedere che il partito dei Radicali, ha avuto una visibilità molto bassa, mentre soprattutto in questa settimana sta prendendo più spazio il partito dei Liberal Democratici, di cui i telegiornali finora forse non sapevano dell'esistenza, visto che ne hanno incominciato a parlare solo ora e tutti insieme.
I Radicali, hanno potuto avere però un'ottima visibilità a Ballarò grazie a Marco Pannella, che ha potuto finalmente sfogarsi, e dire che per una volta poteva interrompere agli esponenti dei grandi partiti, ha detto chiaramente che questo sistema è stato creato dai grandi partiti, tutti d'accordo, per rimanere presenti in parlamento il minor numero possibile, ma aggiungo io, la regola "pochi ma buoni" non sempre funziona, e una buona parte della popolazione non si vede nenache rappresentata in parlamento.
Una piccola parentesi sul referendum: se passasse, si darebbe il premio di maggioranza al partito e non più alla coalizione, questa sarebbe una correzione del sistema proporzionale, troppo spropositata a mio avviso, dando troppi seggi a un solo partito, che paradossalmente potrebbe andare avanti da solo anche se gli alleati non sono d'accordo. Preciso che questo non lo dico perchè lo vuole Berlusconi, o la destra, in ogni caso destra o sinistra, sarebbe un fatto troppo rischioso per il pluralismo.
Se poi si tenta di leggere i giornali, lì addirittura i partiti possono comprarsi spazi pubblicitari, come i manifesti in città, e quindi chi ha più soldi ha più visibilità. Sarebbe forse più corretto che ogni partito possa mettere solo negli spazi autorizzati che vengono montati nel periodo pre elettorale, e solo un determinato numero di manifesti. Così ormai si è ridotto solo a un business il giorno delle elezioni, dove bisogna cercare di prendere più voti possibili non per governare ma per ottenere i rimborsi spese (sicuramente soldi molto importanti dal più grande al più piccolo partito).

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