
Ieri era il 25 aprile la giornata della Liberazione, dove ogni anno ricordiamo la liberazione dell'Italia dall'oppressione nemica.
Ad Onna Berlusconi ha fatto il suo discorso di commemorazione (si è discusso molto sul fatto che non abbia mai partecipato e questo è il primo anno in cui partecipa), e mi ha colpito molto, soprattutto una parte, del suo discorso:
[...]E con rispetto dobbiamo ricordare oggi tutti i caduti, anche quelli che hanno combattuto dalla parte sbagliata sacrificando in buona fede la propria vita ai propri ideali e ad una causa già perduta.
Questo non significa naturalmente neutralità o indifferenza. Noi siamo - tutti gli italiani liberi lo sono - dalla parte di chi ha combattuto per la nostra libertà, per la nostra dignità e per l’onore della nostra Patria.[...]
Chiaramente, e senza diverse interpretazioni, l'unica interpretazione possibile è quella che vorrebbe far ricordare in tale giornata anche tutti i fascisti caduti in guerra, quegli stessi fascisti che sono stati combattuti dalla resistenza e dai partigiani; quei fascisti che secondo lui hanno combattuto in buona fede per l'onore della Patria, un'onore inesistente in quegli anni che hanno portato la Patria nelle zone più buie della storia italiana.
Il discorso poi continua con:
[...]Come per il Risorgimento, occorre ricordare anche le pagine oscure della guerra civile, anche quelle nelle quali chi combatteva dalla parte giusta ha commesso degli errori, si è assunto delle colpe.[...]
Perchè allora non bisogna far assumere le colpe a quei fascisti che combattendo dalla parte sbagliata hanno commesso errori? Per quale motivo invece bisognerebbe commemorarli?
[...]È la storia dei nostri militari internati in Germania, che scelsero il campo di concentramento piuttosto che collaborare con i nazisti.
È la storia dei tanti che nascosero concittadini ebrei ricercati, salvandoli dalla deportazione.
È la storia soprattutto dei tanti, tantissimi eroi sconosciuti che con piccoli o grandi gesti di coraggio quotidiano collaborarono alla causa della libertà.[...]
Questi uomini e queste donne, che ormai con gli anni che passano diminuiscono sempre di più, vorrebbero veramente commemorare quelle persone che hanno combattuto in quegli anni? dovrebbero commemorare quelle persone che hanno tolto sogni e felicità a popolazioni intere, che hanno distrutto vite innocenti? Certo tra i fascisti ce ne sarà qualcuno che non era d'accordo al regime, che era fascista solo perchè era stato chiamato alle armi, ma infatti questi soldati sono stati deportati in Germania, e vengono ricordati come prigionieri di guerra e non come fascisti, solo a questa parte si può dare l'onore di essere commemorati, ma mai si dovranno commemorare quei fascisti convinti che hanno combattuto per il fascismo e non per l'Italia.
Berlusconi inoltre ha aggiunto:
[...]tanto che il valore prevalente fu per tutti l’antifascismo, ma non per tutti l’antitotalitarismo[...]
Certo il valore prevalente fu l'antifascismo perchè si era usciti da quella situazione dopo la guerra, ma la repubblica fu fondata su valori democratici, e quindi antitotalitari, e non semplicemente antifascisti, infatti in Italia il sentimento comune è quello di non perdere la libertà, sia contro comunisti, fascisti o qualunque altra forma di totalitarismo.
Alla fine del discorso Berlusconi ha concluso con:
[...]Con lo stesso spirito sono convinto che siano maturi i tempi perché la festa della Liberazione possa diventare la festa della Libertà, e possa togliere a questa ricorrenza il carattere di contrapposizione che la cultura rivoluzionaria le ha dato e che ancora “divide” piuttosto che “unire”[...]
[...]Viva il 25 aprile la festa della riconquistata libertà![...]
Si la festa del 25 aprile è la festa della riconquista della libertà, quella stessa libertà che fu tolta agli italiani dal fascismo e da quelle persone che ora si dovrebbero commemorare (secondo lui); qui si nota la differenza tra chi la storia non la dimentica e chi invece la vuole cambiare!




