
Capita spesso, camminando per strada, di incontrare ragazzi che ti invitano ad un incontro su certi argomenti di attualità; io personalmente sono stato fermato parecchie volte ed ogni volta ho rifiutato l'invito, pensando che fosse solo un' inutile perdita di tempo. Ma l'altro giorno, ho deciso di ascoltare almeno una volta cosa avessero da dire; l'argomento mi sembrava molto interessante visto che si parlava di Obama e della crisi che c'è in questo periodo.
Purtroppo, però, mi sono dovuto ricredere. Arrivato nel luogo dell'incontro, ho potuto notare lo scarsissimo numero di partecipanti (circa sei compreso me), di cui quasi la totalità faceva parte di quel circolo/gruppo o come si voglia definire.
Nonostante questo, sono rimasto ad aspettare che si iniziasse la discussione, pensando che ognuno avesse potuto dire la sua sulla crisi. Ma ecco che arriva un uomo che si siede di fronte a noi con dietro un ritratto di Lenin e la scritta "forza comunista" con uno sfondo rosso.
Quando inizia a parlare, ecco che inizia a sostenere che il male del mondo attuale e la crisi di ora sono proprio le "ideologie", che ogni gruppo politico dichiara di appartenere ad una certa ideologia, che va avanti solo per omissioni ecc... Insomma il male totale secondo quest'uomo sarebbe proprio l'ideologia. Ma allora la sua ideologia comunista? Secondo quanto afferma lui, anche la sua ideologia andrebbe avanti per omissione, e anche la sua ideologia sarebbe il male del mondo attuale. In seguito commentando questa sua affermazione, mi è stato risposto che loro "non sono di ideologia comunista", ma non mi hanno saputo motivare qual è la loro idea rimanendo nel vago.
Ma ecco che si inizia a parlare della crisi. Il solito suo monologo dove nessuno poteva intervenire; ed ecco che espone il suo punto di vista: la crisi è nata perchè gli stati si dichiarano socialisti anche se non lo sono!
Motiva il tutto, sostenendo che uno stato che fa manovre sociali a sostegno delle banche o delle imprese non è uno stato sociale, perchè non aiutano le famiglie. E sarcasticamente aggiunge che: gli Stati Uniti così come gira il mondo sarebbero il più grande Stato "sociale".
Tuttavia c'è da dire che tutti gli Stati, chi più chi meno (non voglio dire se in modo giusto o sbagliato) hanno fatto manovre per tutelare sia le imprese che le famiglie e i lavoratori che perdono ogni giorno il proprio posto di lavoro. Sarebbe bello poter aiutare tutte le persone, e ogni governo del mondo non è così autolesionista da non aiutarli completamente. Insomma l'incontro è stato solo un attacco totale, colpevolizzando chiunque per la crisi e senza proporre una sola idea su come potrebbe risolversi, o per lo meno migliorare la situazione.
Dopo l'incontro ho ripensato molto alle sue parole, quello che posso pensare e vedere, è che è indispensabile aiutare anche le imprese o le banche (che poi dovrebbero finanziare comunque imprese e famiglie). Infatti dando 100€ ad ogni famiglia è un po' di respiro che le si da, ma se non si aiutano anche le imprese a rimanere aperte, e quindi salvare posti di lavoro, una famiglia non potrebbe vivere solo con quei 100€; sono questioni molto complesse e complicate, ed è inutile rimanere divisi, accusandosi l'un l'altro, si dovrebbe piuttosto cercare di trovare soluzioni comuni senza tentare di risolvere tutto da soli.
Un consiglio per chi organizzerà in futuro incontri del genere: bisogna cercare di organizzare incontri costruttivi dove si può discutere di proposte serie, senza disprezzare le ideologie diverse o quello che si tenta di fare per risolvere i problemi (la poca affluenza all'incontro è la conferma che la gente non vuole più sentire lamenti e parole, perchè non si risolveranno mai i problemi così, al massimo si potrebbero solo aumentare).


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